NON E' UN MESTIERE PER VECCHI

NON E' UN MESTIERE PER VECCHI

Ad un non già più giovane Adriano Celentano chiesero un giudizio sui giovani. Dopo averci pensato un po’ su, ma un po’ meno del solito, rispose "I giovani? Troppo vecchi per me!". Questo per dire che non è l’età anagrafica che conta, ma l’atteggiamento mentale. In una sfida creativa tra il mio amico Vitaliano Pesante (anta) e un giovane neo-laureato di belle speranze, non avrei dubbi su chi scommettere. Ripeto: è una questione di atteggiamento. Conosco "comunicatori" che si picca

no di non usare il computer, di farsi fare le mail dalle segretarie. Come anche di COMUNICATORI che invece passano senza fatica da un media on line ad uno off line. 

 

Ma non è, purtroppo, solo una questione internet sì, internet no. Il problema è più vasto e più grave. Il problema è che oggi ci troviamo a discutere con giovani che occupano posizioni importanti all’interno delle aziende. Rispetto ai quali scontiamo qualche anno di cultura in meno. Ed ecco allora che ci sentiamo dire frasi come questa: "Eh, allora sì che mi trovavo bene: quando parlavo direttamente col titolare dell’azienda. Invece adesso… sto ragazzino non capisce una minchia". Che magari è anche vero, ma tant’è. 

Tant’è che vi lascio immaginare cos’è successo ad un incontro tra un pubblicitario di esperienza ed il responsabile marketing di un’azienda turistica: il primo parlava di pagine, cataloghi, leaflet e direct, il secondo di social, Dem e web pr. 

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